martedì 21 ottobre 2008

LETTERA APERTA + SNOWPEDIA.IT

Ciao Mauro, ciao a tutti,

forse avremmo bisogno anche di avere qualche informazione circa la nostra situazione interna e la gestione con cui abbiamo intenzione di procedere nella gestione del gruppo Istruttori Nazionali di Snowboard all'interno della FISI-Coscuma.

Tralasciando ogni vena polemica e senza nessun ripensamento, dopo la mia lettera alla FISI-Coscuma in cui dopo 13 mesi di lavoro inutile ho manifestato l'esaurimento (anche nel senso letterale della parola) della mia disponibilità ad accogliere l'incarico di responsabile nazionale, non ho più avuto nessuna notizia circa l'assetto che la nostra organizzazione ha intenzione di darsi. A parte i pochi soliti con cui sono rimasto normalmente in contatto, nessuna notizia ufficiale dalla FISI, dai coordinatori regionali o da altri.

A quanto mi risulta non tutti gli istruttori hanno ricevuto (poiché non tutti i coordinatori regionali hanno provveduto ad inoltrarla) nemmeno la comunicazione della mia lettera di "dimissioni" alla FISI. Per la stessa ragione molti non hanno mai letto neanche la e.mail con cui due mesi dopo chiedevo alla FISI di organizzare un incontro con i coordinatori regionali per parlare concretamente del nostro futuro. Non è questo il sistema di comunicazione con cui dovremmo far circolare le informazioni all'interno del nostro gruppo se veramente vogliamo andare avanti, comunque ora non è questo il punto. Non credo francamente che la situazione attuale sia chiara a molti. Sicuramente non lo è per me. Chi è il nuovo responsabile? A che progetti lavora? Da quando, fino a quando e in nome di chi? E insieme a chi? Queste sono le cose che per cominciare probabilmente, dovremmo sapere.

Dopo le mie "dimissioni" mi aspettavo sinceramente un po' di fermezza e un po' di compattezza per uscire dalla palude in cui come gruppo siamo incagliati ormai da parecchi anni; mi aspettavo un momento di discussione e riflessione collettiva e qualche risposta dalla FISI. Mi ha sorpreso tutta questa fretta per essere sostituito. Mi aspettavo il desiderio di fare chiarezza e la determinazione a cambiare il nostro metodo di lavoro, che troppo spesso privilegia l'iniziativa solitaria e personale rispetto alla condivisione, alla comunicazione serena, costruttiva e trasparente.

Le mie dimissioni erano un modo per dire con fermezza che il nostro lavoro e l'impegno con cui operiamo in nome e per conto della Federazione meritano maggiore attenzione e considerazione. Erano anche un gesto di responsabilità nei confronti dei ragazzi che sono impegnati nella formazione e un segnale di "indipendenza" nei confronti delle Provincie/Regioni che le organizzano, dalle quali ormai dipendiamo tristemente e a tutti gli effetti. Si trattava insomma di dare un segnale forte con cui dimostrare che siamo un gruppo compatto, determinato a tornare a lavorare con uniformità di metodo e con obiettivi condivisi.

Con il senno di poi è evidente che si trattava unicamente di una mia strampalata convinzione personale, condivisa solo dai pochi con cui in questo anno abbondante di attività ho avuto modo di parlare, collaborare e di confrontarmi. Già che ci sono, a questi ultimi dico grazie. Purtroppo il punto di forza del nostro gruppo, cioè la voglia di fare di alcuni, la capacità di arrangiarci e di andare avanti a testa bassa con poco o niente, nonostante tutto e nonostante tutti, è anche al tempo stesso il nostro tallone d'Achille, il nostro punto debole.

Siamo assolutamente incapaci di gestirci e di agire come gruppo a livello "politico" e istituzionale. Siamo incapaci di proporci come "insieme" e di muoverci con coordinazione, con compattezza e con strategia, lavorando per obiettivi. Se continuiamo a consentire alla Federazione o alle Regioni/Provincie di cambiare il nome del "capo" ogni volta che questo riesce a metterli alle strette rispetto agli impegni presi o rispetto ai progetti già avviati, non credo saremo in grado di uscire da questa impasse di metodo di lavoro e di risultati in tempi brevi.

Benvengano le idee e i progetti come snowpedia.it. Ma forse non è chiaro a tutti quanto sia grande la distanza tra lo snowboard di cui noi tutti, con passione ed entusiasmo, continuiamo a parlare (e di cui probabilmente parleremo su snowpedia) e lo snowboard così come la Federazione ha dimostrato sin qui di volere.

Snowpedia è un bel progetto a cui posso pensare di entrare (volentieri) a titolo personale. Direi non come Istruttore. Da una Federazione e da una organizzazione che gestisce la formazione degli Istruttori e indirettamente dei Maestri in modo istituzionale, è d'obbligo e lecito aspettarsi qualcosa di più. Perlomeno una dichiarazione di intenti e un po' di chiarezza. Non so gli altri, ma a me non piace lavorare senza un progetto preciso, tantomeno gratis. Perlomeno non per una Federazione che brucia milioni di euro in cose inutili e che non ha fin qui considerato meritevole di attenzione il nostro impegno, la nostra passione e il nostro lavoro.

A meno di essere direttamente interpellato sull'argomento, da qui in avanti prometto di stare zitto ed in disparte. Lo giuro. Non romperò più le palle. Almeno, però, fatemi sapere chi è che ci guida e dove stiamo andando. Perché ho un po' la sensazione che mentre noi giochiamo su internet a scrivere il testo gratis, nella stanza dei bottoni continuano a prenderci per il culo. E buttando lì qualche promessa ogni tanto, secondo me, se la ridono alla grande.

Saluti

Emilio Previtali

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